Rebus

Site specific installation in steel and vinyl decals for the Istituto Comprensivo Salvemini, Mirafiori Sud, Turin.

Commissioned and produced by Fondazione Agnelli in collaboration with Pinacoteca Agnelli

2022

 

On the facade of the headquarters of the Salvemini Comprehensive Institute, in the Mirafiori Sud district of Turin, two large puzzles appear. Reinterpreting a game whose roots can be traced back to ancient forms of ideographic writing and exploring the relationship between letters and images, the artist Elena Mazzi introduces the words “ape-rta” and “u-mani-tà” into public space. With an unsettling scale effect, the puzzle comes out of the sheet of paper to enter into dialogue with the architecture of the school and calls citizens to question themselves about inclusion, silently evoking the question of the Ius Scholae. A linguistic game accessible even to the little ones – proposed with bright colors and a visual language that refers to children’s illustrations – becomes, in Mazzi’s work, a code capable of activating profound reflections on society and art. The REBUS work represents the final step of a participatory process that involved the entire school community, promoted by IC Salvemini and the Agnelli Foundation in collaboration with Pinacoteca Agnelli. Elena Mazzi’s site-specific intervention is in continuity with the practice of an artist who considers art “an excellent tool for collective work” and often develops the artistic process by actively involving people outside the art world through workshops and moments of exchange. (text by Sarah Cosulich)

Sulla facciata della sede centrale dell’Istituto Comprensivo Salvemini, nel quartiere Mirafiori Sud a Torino, appaiono due grandi rebus. Reinterpretando un gioco le cui radici si fanno risalire ad antiche forme di scrittura ideografica ed esplorando il rapporto fra lettere e immagini, l’artista Elena Mazzi introduce nello spazio pubblico le parole “ape-rta” e “u-mani-tà”. Con un effetto di scala spiazzante, il rebus esce dal foglio di carta per entrare in dialogo con l’architettura della scuola e chiama la cittadinanza a interrogarsi sull’inclusione, evocando silenziosamente la questione dello Ius Scholae. Un gioco linguistico accessibile anche ai più piccoli -proposto con colori brillanti e un linguaggio visivo che rimanda alle illustrazioni per l’infanzia- diventa, nel lavoro di Mazzi, un codice capace di attivare riflessioni profonde sulla società e sull’arte. L’opera Rebus rappresenta il passo conclusivo di un processo partecipato che ha coinvolto l’intera comunità scolastica, promosso da IC Salvemini e Fondazione Agnelli in collaborazione con Pinacoteca Agnelli. L’intervento site specific di Elena Mazzi si colloca in continuità con la pratica di un’artista che considera l’arte “un ottimo strumento di lavoro collettivo” e spesso sviluppa il processo artistico coinvolgendo attivamente persone estranee al mondo dell’arte attraverso workshop e momenti di scambio. (testo di Sarah Cosulich)