Performing the self – the interview

2017

performance, multi-channel video installation (and related publication)

variable dimensions

2017

 

“Performing the self — the interview” is a work made together with researcher Enrica Camporesi. It stages the impossible conversation between a protection officer and an asylum seeker just before the interpreter arrives. Drawing on interviews with protection officers, asylum seekers, recognized refugees, lawyers and social workers as well the academic literature, “Performing the self — the interview” zooms in on the protection officer and the asylum seeker as co-producers of a dialogical but reliable and consistent life story, a new and reasonable plot whose crucial goal is to be awarded with the asylum status.

The interview is a real “make or break moment” in the life of the asylum seeker. And it puts the protection officer under the immense pressure of judging someone else’s future risk of persecution mainly based on his own oral testimony, while tolerating the intrinsic uncertainty of such a decision making process. What might happen before such an overloaded conversation begins? “Performing the self — the interview” builds up an imaginary space that redefines the existing protocol of questions and answers, mutual expectations and power relations.

 

 

Performing the self – the interview è un lavoro concepito in collaborazione con la ricercatrice Enrica Camporesi. Partendo da ricerche in area europea e mediorientale e utilizzando il medium della performance, il lavoro si concentra sul ruolo della testimonianza orale come un momento di ri-creazione / re-enactment di verità personali, focalizzandosi sulle figure del protection officer e del richiedente asilo come co-produttori di una nuova storia di vita. Mentre il processo di produrre, migliorare e persino denigrare la propria identità per rispondere alle aspettative di qualcun altro ci ricorda la brutalità del discorso coloniale, il momento della deposizione della propria storia davanti al protection officer diventa quindi un evento altamente performativo. Una performance che ha come obiettivo fondamentale l’essere riconosciuta come una storia di vita credibile, assegnata allo status di asilo. Questa particolare condizione di ‘performatività del sé’ diventa emblematico per l’importanza del processo che stiamo investigando sul palco. Il progetto prevede inoltre una fase di ricerca, una serie di eventi pubblici (conferenze, tavole rotonde, proiezioni di film, letture pubbliche) al fine di migliorare la conoscenza e le informazioni sugli argomenti trattati.